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David Axelrod
ottobre 29, 2015

Il patto di Axelrod

David Axelrod ha compiuto 60 anni nel febbraio di quest’anno e dal 2013 la sua attività si limita alla direzione dell’Istituto di Politica che ha fondato presso l’Università di Chicago e a qualche apparizione come commentatore per NBC News e MSNBC. La sua storia di stratega inizia nella metà degli anni ’80, quando costituisce la Axelrod & Associates, società di consulenza politica.

Nel 1987 lavora con successo alla campagna per la rielezione di Harold Washington, primo sindaco nero di Chicago e nel 1988 guida la breve corsa di Paul Simon, senatore per lo stato dell’Illinois, alle primarie democratiche, quelle che poi videro la nomination di Michael Dukakis. In breve si specializza nelle campagne locali di politici di colore: Dennis Archer a Detroit, Michael R. White a Cleveland, Anthony A. Williams a Washington, Lee P. Brown a Houston e John F. Street a Philadelphia. Il primo incontro di Axelrod con Obama risale al 1992, quando Betty Lou Saltzmann, una democratica di Chicago, favorisce un incontro tra i due, perché Obama era rimasto colpito da un video indirizzato all’elettorato di colore. Il rapporto tra i due diventa fortissimo e il futuro presidente degli Stati Uniti lo vuole come stratega politico nella campagna elettorale del 2008. Dopo la vittoria alle presidenziali, Barack gli propone di restare alla Casa Bianca come Senior Advisor, incarico che poi lascerà all’inizio del 2011 per tornare ad occuparsi, sempre come stratega, della campagna per la rielezione del 2012.

David Axelrod
David Axelrod e Barack Obama. Official White House Photo by Pete Souza

Nei giorni scorsi Axelrod ha raccontato un gustoso retroscena che risale al 2008, quando discusse con Obama della possibilità di continuare lavorare con lui alla Casa Bianca. Di fronte alla proposta del primo presidente di colore degli Stati Uniti, Axelrod rispose: “Nella mia vita lavorativa ho accettato solo incarichi dove potevo mandare il mio datore di lavoro a fanculo. Capirai che non potrei mai farlo col presidente degli Stati Uniti”. Obama gli rispose: Va bene, potrai mandarmi a fanculo quando vorrai. Ti chiedo solo di non farlo davanti a tutti”.

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