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Hillary Clinton
ottobre 14, 2015

Hillary Clinton vince il dibattito tra i candidati dem

In quanto a novità, basti dire che sarò la prima donna presidente degli Stati Uniti -Hillary Clinton # DemDeb

giphy Hillary Clinton
Slogan semplice ed efficace. Soprattutto se si pensa che il punto debole di Bernie Sanders, fino a questo momento il suo avversario più pericoloso, è proprio la questione delle armi. Il senatore del Vermont è favorevole sia alla libera vendita che al libero possesso.

Hillary Clinton sta usando nella campagna per le primarie molto materiale proveniente dai suoi archivi personali. Soprattutto brevi filmati e foto che la ritraggono giovane e impegnata, ma anche giovane e innamorata. È accaduto qualche giorno fa nello scambio di tweet con il marito Bill…

Hillary Clinton

Hillary Clinton

Ed è accaduto ieri, prima del dibattito tra cinque candidati democratici alla presidenza (mancava Lawrence Lessig, ormai candidato ufficiale, ma praticamente invisibile nei sondaggi e quindi non invitato dalla CNN). Non c’è dubbio che si tratta di una precisa scelta di comunicazione. Hillary vuole riaffermare agli americani di avere una storia che si intreccia con l’impegno politico, di essere un cavallo di razza, vuole giocarsi l’idea di essere l’orgogliosa discendente di una famiglia, i Rodham, che ha dato molto all’America.

Hugh Rodham
Hugh Rodham, il padre di Hillary, insieme a Dorothy

Ma vuole anche coinvolgere emotivamente, cercare quel consenso partecipato che nel 2008 gli è mancato. Com’è noto la signora Clinton risulta un po’ spigolosa quando appare in televisione, quando partecipa ai dibattiti con contraddittorio.

Hillary Clinton
Il testo del folder diffuso da Hillary su Facebook: Stasera c’è il primo dibattito democratico, e mi piacerebbe che diventassi un donatore ufficiale prima dell’inizio del dibattito. Non è una questione di soldi: piuttosto della certezza che quando salirò su quel palco, tu sarai con me. Significa tanto sapere che state combattendo per me, proprio come io mi batterò per voi e la vostra famiglia ogni giorno che lavorerò in ufficio. Il dibattito è tra poche ore. Sei con me?

Per cercare di essere meno algida, per suscitare la simpatia degli elettori democratici, Hillary è ricorsa a specialisti di immagine, tra i quali deve aver avuto un ruolo importante Kristina Schake (già consulente di Maria Shriver e Michelle Obama).

L’impostazione della campagna, sin dall’inizio, ha avuto un preciso storytelling. Il viaggio della candidata democratica viene raccontato nei dettagli quotidiani, con l’obiettivo di trasmettere autenticità e trasparenza e, quindi, coinvolgere non solo l’elettorato tradizionale, ma anche e soprattutto quegli elettori finora restii a concedere fiducia a quella che gli avversari dipingono come una donna spietata, gelida, determinata a raggiungere l’obiettivo della sua vita ad ogni costo.

Veniamo al dibattito, organizzato dalla CNN, tenutosi nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 ottobre e durato un po’ più di due ore. Bernie Sanders il “socialista”, Martin O’Malley, ex governatore del Maryland, Jim Webb,  ex senatore della Virginia e Lincoln Chafee, ex senatore e governatore del Rhode Island non hanno scalfito la posizione di vantaggio di Hillary tra i democratici, ma lei non è uscita di molto dal suo personaggio. Insomma se voleva risultare simpatica non c’è riuscita, anche se ha dimostrato quello che già gli viene riconosciuto, ovvero di essere brillante, precisa nell’enunciazione del programma e sicura di sé.

Anche per i limiti degli altri tre candidati, il dibattito è diventato uno scontro a due tra Sanders e la Clinton. Se il senatore del Vermont ha risparmiato l’ex segretario di Stato sulle email, lei non lo ha ricambiato e lo ha attaccato duramente sulla questione delle armi. Per capire come stanno le cose occorre tenere presente che Bernie Sanders ha un elettorato rurale e nella sua carriera di parlamentare  ha sempre votato a favore del possesso di armi e contro i tentativi di regolamentarne meglio la vendita. La rivincita però Sanders se l’è presa proprio sulla vicenda delle email private. “Sono d’accordo con Hillary, questa è una montatura dei repubblicani, gli americani sono stanchi di sentir parlare di queste email, vogliono sentir parlare dei loro problemi reali”. Se pure gli ha fatto un favore, risparmiando alla candidata democratica le solite giustificazioni più o meno convincenti, ha riaffermato di essere “diverso” dai politici “senza scrupoli” di Washington e ha dimostrato di essere interessato solo ai problemi concreti piuttosto che ai teoremi.

Deve essere per questo che poco dopo la Clinton, tirando fuori il meglio della sua esperienza, ha tentato di galvanizzare il partito e gli elettori democratici: “Ricordiamoci quello che ci unisce e ci distingue dalla destra, quello che diciamo tutti noi questa sera, per esempio sull’immigrazione, siamo lontani anni luce dal linguaggio dei repubblicani”.

Il finale è stato in crescendo per Hillary. Di fronte alla insidiosa domanda finale di Anderson Cooper: “Potete dire che la vostra presidenza sarebbe qualcosa di diverso da un terzo mandato di Obama?”, ha tirato fuori la sua battuta migliore: “Rispetto Obama con cui ho lavorato, voglio costruire sui suoi successi. In quanto a novità, basti dire che sarò la prima donna presidente degli Stati Uniti”. Insomma la Clinton sa bene che non si attacca il presidente uscente del proprio partito, a meno che non sia totalmente screditato, perché alle primarie andranno a votare gli elettori dem, tra i quali Obama continua ad essere popolare.

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