serie televisive
luglio 27, 2015

True Detective 2: “Altre vite”. La recensione

True Detective 2: “Altre vite”. Recensione del quinto episodio

ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER

Sono passati sessantasei giorni da quando i presunti assassini del dirigente comunale di Vinci, Ben Caspare, hanno coinvolto la polizia in una delle più letali sparatorie della storia dello Stato.

Inizia così, con una voce fuori campo (quella di una giornalista televisiva) e con il volto di Frank Semyon che ascolta assorto, il quinto episodio di True Detective, diretto da John Crowley.

Il così detto massacro di Vinci è stato dichiarato chiuso dal Procuratore Generale Richard Geldof che ha usato la conferenza per annunciare la sua candidatura a Governatore.

Stacco sul Procuratore Generale:

“Benjamin Caspare era un individuo corrotto ed è stato ucciso da pericolosi psicopatici, protagonisti del massacro di Vinci. Nell’esaminare come proteggere i luoghi più isolati dello stato, posso solo arrivare ad un’unica conclusione…”.

Frank Semyon osserva la moglie Jordan distesa sul letto. Sembra stia ancora dormendo. Esce di casa. Jordan però non dorme. Apre gli occhi e resta immobile. Frank sale sull’auto. L’autista parte. Lui spegne la radio. Sono passati sessantasei giorni dal massacro di Vinci e tante cose sono cambiate. Altre vite, appunto. Nic Pizzolatto continua ad approfondire le complesse personalità di Ray Velcoro, Antigone Bezzerides e Paul Woodrug.

Per gran parte dell’episodio l’azione è scarsa, ma la narrazione resta densa. I dialoghi si susseguono incalzanti, carichi di tensione. Seguirne alcuni è una occasione per entrare nel laboratorio creativo di Nic Pizzolatto.

Ray si ritrova in casa il tenente della polizia di Vinci.
“Teague Dixon aveva un sacco di fotografie ed anche altre cose. Teneva d’occhio qualcuno”.
Il tenente continua a parlare.
“Hai comprato un’altra Charger”.
“Già!”, rispnde Ray.
“Queste case a schiera sono destinate ad impiegati comunali. Ed è un pezzo che tu non lo sei più”.
“Mi stai sfrattando, cazzo!”.
“Ehi ho fatto in modo che ti dessero sessanta giorni. E volevo dirtelo di persona. Dai Ray, non vuoi più vivere qui…”
“Devo andare a lavorare”.
“Certo”.
L’informazione più importante che emerge dal dialogo tra i due poliziotti, Pizzolatto la fa emergere da una considerazione sulla casa di Ray. L’abitazione, assegnatagli per la sua precedente posizione di agente della città di Vinci, ora dovrà restituirla.
Insomma, apprendiamo che Ray non lavora più nel dipartimento di polizia. Già, ma cosa fa per vivere? Nella scena successiva lo troviamo sulla soglia di una abitazione. Una giovane messicana gli consegna un rotolo di banconote e lui le conta.
“Ne mancano 200. Ve l’avevo detto. Cosa dico al signor Frank”.
La giovane è in difficoltà. Ray sbircia nell’abitazione.
“Se può comprare la birra, può pagare l’affitto”, la incalza Ray. “Digli di farmeli trovare domani o vi metterò su un’auto dell’ICE. Immigrazione, intende? Cristo santo”. Ormai è tutto chiaro. L’ex poliziotto fa l’esattore per Frank Semyon. Ha accettato la proposta che il boss gli aveva fatto qualche tempo prima.

True Detective 2:
True Detective 2:

Nel frattempo anche la vita di Antigone Bezzerides è cambiata. La ritroviamo in un gruppo di sostegno psicologico.
“Le molestie sessuali sono uno strumento politico”, sta dicendo qualcuno. “Le fai un complimento e la tipa si prende un avvocato”.
“Quella stronzata dipende anche dall’aspetto. La differenza da ciò per cui sono qui e flirtare dipende da quanto sei bello. Che cazzo di giustizia è?”
“La tentazione di proiettare la colpa sulla vittima”, commenta il terapeuta, “va contro il tipo di atteggiamento che vogliamo incoraggiare. Detective Bezzerides come si sente riguardo alle sue azioni?”
“Posso solo chiedere”, interviene uno del gruppo, “che cazzo ci fai tu qui? Chi non vorrebbe essere molestato da lei? Dico bene?”
“Vedi”, interviene ancora il supervisore, “questo tipo di considerazioni potrebbero essere considerate inappropriate”.
“Cosa?”, insiste quello. “Era un complimento!”
Finalmente Ani può rispondere.
“Non c’è problema, capisco”, dice rivolta al terapeuta.
“Mah! Non lo so cosa posso dire io”, continua. “E’ solo che amo davvero tanto i cazzi grossi. Già. Non è solo la lunghezza. tutti parlano sempre della lunghezza, ma va bene… cioè, anche la circonferenza. Io voglio che sia difficile mettergli le manette, tipo…”
“Non sono sicuro”, la interrompe il terapeuta, “che questa cosa possa essere presa…”
“Cosa? Pensavo dovessi condividere. Questo è un gruppo terapeutico, no?”
“Cazzo se lo è!”, interviene un tipo.
Ani“Ehi lasciala condividere, amico”. aggiunge un altro.

Dopo il massacro di Vinci Ani è finita a lavorare in archivio e, per giunta, a causa della denuncia per molestie di un collega con il quale aveva avuto una relazione, poi interrotta, è costretta a frequentare un gruppo di sostegno.

Paul Woodrug lo ritroviamo a casa della madre Cynthia. Sta frugando in una borsa. Sembra sconvolto.
“L’hai preso tu?”
“Preso cosa Paulie?”
“Lo sai benissimo. Il denaro. I soldi che ho riportato dall’Afghanistan. Ventimila dollari Cynthia, cazzo”.
“Quel borsone? Oh Paulie, sei tornato da quattro anni. Pensavo l’avessi lasciato per me”.
“L’avessi lasciato per te? Perché l’avrei nascosto? Perché lo trovassi? Li avevo messi da parte. Sto per avere un bambino…”
“Beh, come facevo a saperlo”.
“Ho letteralmente sanguinato per quei soldi, cazzo. Cosa ne hai fatto? L’hai giocato alle slot machine?”
“Adesso ascolta. Sapevi che ero disoccupata. (…) Se fossi nata uomo avrei posseduto il mondo intero. (…) Mi hai distrutto la carriera. Stronzo, ingrato”.

Dopo il massacro di Vinci anche Paul ha cambiato lavoro. Ora si occupa di frodi fiscali ed anche la denuncia fatta dall’attricetta holliwoodiana, fermata perché guidava in stato di ebrezza quando l’agente lavorava nella polizia stradale e costretta, a suo dire, ad avere un fugace rapporto sessuale con Paul, sembra volgere verso una conclusione, grazie alle pressioni del dipartimento di polizia. Pizzolatto tratteggia le situazioni raccontate nell’episodio senza ridondanze. Tutto scorre con fluidità, lasciando allo spettatore frammenti di esistenze infelici, ma anche la sensazione che il riscatto è possibile.

Frank ha affidato a Ray l’incarico di occuparsi di Blake Churchman, il suo braccio destro. Il boss non ha mai smesso di riflettere sulla morte di Caspare e su quanto è accaduto dopo. Ormai è convinto che Blake lo stia tradendo, marima di agire vuole scoprire chi c’è dietro, chi ha organizzato il complotto per rovinarlo. Ray mentre guida registra messaggi per il figlio. Ray segue Blake. Lo osserva davanti un edificio insieme ad altri individui, sembra che stiano valutando alcune giovani prostitute. Coglie frammenti di una strana conversazione.
“Ciao, come stai?”
“E’ sempre un piacere”.
“Aspettiamo il tuo via libera”.
“Vediamo…”.

Una breve digressione sui “cattivi” della seconda stagione. C’è del marcio a Vinci, su questo non ci sono dubbi. Il sindaco, Austin Chessani appare, almeno nei primi episodi, come il peggiore di tutti. Ma a Vinci non alberga solo corruzione e spregiudicatezza, c’è di peggio. Nuovi personaggi, rimasti fino ad ora nell’ombra, come Richard Geldof e il senatore Fred Jenkins sembrano avere nella vicenda che gira intorno all’omicidio di Caspare un ruolo ancora tutto da scoprire. Per non parlare poi del dottor Irving Pitlor con quel volto inespressivo, incartapecorito dagli interventi di chirurgia plastica, oppure di Tony Chessani, del quale sappiamo che organizza eventi di ogni genere.

Ray Velcoro

Ani e Rai si ritrovano nel locale dove Lera Lynn sussurra ballate malinconiche.
La giovane poliziotta beve e parla a ruota libera. Nonostante sia stata emarginata ha continuato ad indagare sulla morte di Ben Caspare. La pista dei narcotrafficanti messicani non la convince. Ledo Amarilla, la giovane che ha venduto ad un banco dei pegni parte della refurtiva trafugata dalla casa del dirigente comunale di Vinci, Vera la giovane scomparsa.

“Questa ragazza è scomparsa e non importa a nessuno. L’entroterra inquinato all’improvviso vale miliardi e a nessuno interessa. Hanno eliminato della gente e a nessuno frega un cazzo”.
“Vedi non sono più un poliziotto”, gli risponde Ray, “e mi pare di capire che tu non sei più una detective”.

Sarà il Procuratore dello Stato,  Katherine Davis, ad offrire ai tre personaggi la possibilità di riscattarsi

La Davis è convinta che siano ancora molti gli elementi del caso Caspere a non essere stati esplorati e, quindi, incarica Ray Velcoro, Antigone Bezzerides e Paul Woodrug di condurre una indagine riservata.

Gli elementi da mettere insieme sono numerosi: Ledo Amarilla, la giovane che ha fatto perdere le sue tracce dopo aver venduto la refurtiva proveniente dalla casa di Caspare; Vera, la ragazza scomparsa, probabilmente uccisa; il giro di giovani prostituite scoperto da Ray; i diamanti blu sulle cui tracce Teague Dixon, il poliziotto ucciso nel massacro di Vinci, era da prima della morte di Caspere; un altro uomo d’affari coinvolto nella speculazione edilizia morto in circostanze sospette.Other Lives

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4 commenti - View all

@ballacoilupi 9:59pm on luglio 27, 2015

La domanda più interessante, però, è "cosa c’è nel termos di chessany?"

4 commentiX
Massimo Miranda 5:08pm on luglio 27, 2015

Tre cose.
1) boh.
2) quando metteranno una bomba nella chitarra della ragazza
Malinconica.
3) cosa c’è nel termos di chessany?
Va bene, qualche altra domanda.
4)Che bisogno c’era di ripartire dopo 60 e rotti giorni? Sarebbe stato meglio vedere immediatamente “dopo” il massacro cosa succede.
5) cosa stai leggendo, pizzolatto? La caduta di Connelly o Holliwood crows di Wambaugh?

REPLY
@ballacoilupi 9:54pm on luglio 27, 2015

L’impressione è che sia ripartito dopo 60 giorni per cogliere i personaggi direttamente nella nuova situazione che hanno scelto, o che sono stati costretti ad accettare, un attimo prima della proposta di Katherine Davis…

REPLY
@ballacoilupi 9:59pm on luglio 27, 2015

La domanda più interessante, però, è “cosa c’è nel termos di chessany?”

REPLY
Massimo Miranda 5:11pm on luglio 27, 2015

Ps: Rusty si rivolterà nell’interstellar se stasera non dai una svolta alla storia.

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