stati uniti
Barack Obama on Election Day
ottobre 10, 2009

Barack Obama. L’uomo dei sogni

Barack Obama continua a stupirmi! E non è poca cosa in un mondo dove tutto sembra scolpito nel marmo, dove anche il destino dei singoli sembra già scritto sulla pietra! Quest’uomo è capace di risvegliare la speranza, con parole semplici, ma immense… Non mi considero un “illuso” e sono consapevole dei limiti politici del Presidente degli Stati Uniti. Sono consapevole che non ha ricevuto il Dalai Lama per non dispiacere il governo cinese, sono consapevole del fatto che Barack Obama incarna in modo perfetto il pragmatismo americano, ma sono altresì consapevole che occorre illuminare l’oscurità che stiamo attraversando con la speranza… Con lo stesso pragmatismo di Obama io dico che le parole, quando riescono ad evocare un futuro diverso, quando riaccendono le emozioni, quando vengono condivise (ed interpretate) da milioni di individui vanno al di là delle intenzioni degli uomini che le dicono… Riporto un frammento del discorso pronunciato appena appresa l’assegnazione del Nobel per la pace. Lo riporto perché resti nella memoria anche quando – scemata l’attenzione per l’evento – saremo presi da altro.

Barack Obama on Election Day
Barack Obama on Election Day

“Non possiamo accettare la minaccia crescente dei cambiamenti di clima che può danneggiare per sempre il mondo che lasceremo ai nostri figli – creando guerre e carestie, distruggendo le coste e svuotando le città. Ecco perché le nazioni devono accettare la loro parte di responsabilità per cambiare il modo in cui usiamo l’energia. Non possiamo accettare che le differenze tra popoli definiscano il modo in cui ci vediamo l’un l’altro: dobbiamo cercare un nuovo inizio tra gente di fedi, razze e religioni diverse. Un inizio basato sull’interesse comune e il rispetto comune. Dobbiamo fare la nostra parte per risolvere i conflitti che hanno causato tanto dolore per così tanti anni, e questo sforzo deve includere un impegno che finalmente riconosca a israeliani e palestinesi il diritto di vivere in pace e sicurezza nelle proprie nazioni. Non possiamo accettare un mondo in cui alla maggior parte della gente siano negate: la possibilità di avere un’istruzione e fare una vita decente; la sicurezza di non dover vivere nella paura della malattia o della violenza, senza speranze per il futuro. E anche se tentiamo di costruire un mondo in cui i conflitti si risolvano pacificamente e la prosperità sia condivisa, dobbiamo confrontarci con il mondo che conosciamo oggi. Sono il comandante in capo di una nazione responsabile di aver concluso una guerra e che si è confrontata con un avversario spietato che minaccia il popolo americano e i nostri alleati. Sono anche cosciente che stiamo affrontando una crisi economica globale, che ha lasciato milioni di americani senza lavoro. Sono questioni che affronto quotidianamente, ma una parte di questo lavoro non potrà essere conclusa prima della fine della mia presidenza. Una parte, come l’eliminazione delle armi nucleari, non potrà essere finita prima della fine della mia vita. Ma so che queste sfide si possono vincere, se si riconosce che non può farlo una nazione da sola, un popolo da solo. Questo premio non è solo per gli sforzi del mio governo, ma per gli sforzi coraggiosi della gente di tutto il mondo. Ecco perché questo premio va condiviso con chi combatte per la giustizia e la dignità: con la giovane donna che cammina nelle strade per difendere il suo diritto a essere ascoltata, anche di fronte alla violenza e ai proiettili; con la leader imprigionata in casa sua, perché si rifiuta di abbandonare la lotta per la democrazia; con il soldato che è morto per gli altri e per tutti gli uomini e le donne nel mondo che sacrificano sicurezza e libertà, e a volte le loro vite, per la pace”.

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9 commenti - View all

colas 3:52pm on ottobre 12, 2009

cara Gabriella, l'opposizione manca di coesione, manca di una volontà condivisa e condivisibile, manca di una leadership vera (purtroppo in quest'epoca senza leader non si va da nessuna parte, ma forse è stato così anche in altre epoche...).
La prospettiva individualista è - come tu scrivi - il male più profondo dell'Occidente. Conseguenza ultima del disfacimento dell'epoca delle ideologie. La crisi economica è strutturale... su questo ormai sembrano non esserci più dubbi. Ma la crisi più drammatica che sta sprofondando l'Occidente nell'abisso è proprio l'incapacità di sentirsi parte di un progetto comune, di sentirsi - per quello che riguarda l'Italia - un popolo ed una nazione. Comunque grazie, i tuoi interventi soino sempre lucidissimi!

9 commentiX
Michele 5:14pm on ottobre 10, 2009

forse un Nobel bisognerebbe assegnarlo per ciò che si è fatto non per l'intenzione e le belle parole. Soprattutto se poi si tratta di un Nobel per la pace. Penso che in questo caso si siano messi sullo stesso piano le intenzioni e i fatti. Ed è un errore, anche e soprattutto politico

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colas 6:29pm on ottobre 10, 2009

caro Michele, intanto grazie per aver espresso qui il tuo parere che in larga misura condivido… tant'è che quando ho saputo del Nobel, poiché ero con amici, ho subito espresso perplessità, visto che allo stato dell'arte – come dici tu – ci sono solo buone intenzioni!

nel mio post – credo sia chiaro – volevo dire che le "parole" talvolta possono risvegliare speranze e coscienze, anche al al di là di chi le pronuncia e Obama ha questa capacità di provocare emozioni…

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Anonymous 11:37am on ottobre 11, 2009

Dio benedica Obama, te e le vostre "parole", uomini di pace e di speranza

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Anonymous 12:14pm on ottobre 11, 2009

Ci sono uomini che hanno avuto il dono di creare energia con le parole, Obama è uno di quelli… le sue "parole" di speranza e d'impegno per un futuro di pace riescono a predisporre fattivamente verso la Pace chi legge e ascolta.
Un po' quel che accade a me quando leggo Igor Patruno e le sue "parole".

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Anonymous 8:06am on ottobre 12, 2009

Carissimo Colas…Condivido sicuramente il tuo pensiero sulla capacità evocativa ed esortativa della e alla speranza che la figura e le parole di Obama producono ma non nego neanch'io le ragioni di forte perplessità che insorgono in me di fronte all'assegnazione di Un Nobel per la pace al COmandante in capo di un esercito che allo stato è impegnato su due fronti di guerra…Forse un vero segnale dalla Svezia sarebbe stato, come pure è stato detto, l'assegnazione di un Nobel alla memoria di Neda, la giovane donna militante per la libertà assassinata in Iran, sopratutto a fronte delle notizie che da quel Paese giungono quanto alla persecuzione dei dissidenti e alla loro condanna a morte:pragmatismo e realpolitik? Un grande contrasto con i sentimenti di speranza che sicuramente agitano un popolo soggetto ad una bieca dittatura fondamentalista che nega diritti umani e civili…e non credo sia un caso che a pagarne i prezzi siano ancora una volta le donne e i giovani, categorie oramai più della mente e dello spirito che della realtà sociale e della Storia…oppressione di diritti e sentimenti di donne e giovani che quando riguardano paesi "ufficilmente" dittatoriali fanno gridare allo scandalo i civili europei e tra questi anche gli italiani salvo poi a non essere oggetto di critiche, se non minoritarie, alla classe dirigente maschilista e gerontocratica che la esprime e propugna e attua, una classe dirigentre che, in italia è perfettamente incarnata dal suo premier che sfacciatamente e impunemente continua in tal senso ad ammorbare l'aria dei suoi vagheggiamenti beceri e volgari….T'abbraccio…P.s. leggi la posta su msn? Gabriella

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colas 1:50pm on ottobre 12, 2009

cara Gabri, diciamo che condivido totalmente il tuo punto di vista… Le affinità sono evidentemente elettive 😉 Ma almeno Obama riesce a far sognare! Qui da noi il settantino che passa le sue serate a mostrare ai suoi ospiti il film della sua visita alla Casa Bianca, più che sui sogni ha puntato tutto sulle paure, ed è riuscito (con la complicità di quelli che hanno fatto di un mercenario come era Alberto da Giussano un eroe della padania libera) a tirare fuori il peggio da questo nostro povero Paese. E' il trionfo dell'egoismo, altro che solidarietà! E' il tempo dell'odio, altro che confronto e ragionevolezza! Spero che il nostro Paese si risvegli dal sonno nel quale è sprofondato… ma ci credo poco! Tutto sembra dimostrare che nonostante le gaffe, la manifesta incapacità a governare, le continue esortazioni a spaccare in due il Paese, Mister B continui a godere di un largo consenso… mah! Ti abbraccio anche io…

ps
non leggo la posta su msn… non uso molto msn e non credo nemmeno di avere una casella di posta. però puoi scrivermi a red_wind@virgilio.it.

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Anonymous 3:28pm on ottobre 12, 2009

Carissimo…sarebbe ben poco cosa se il settantino si gingillasse, sia pur quale presidente del consiglio (quasi come la caricatura di hitler di chapliniana memoria) con le paure sue e della gente…Il fatto vero è che il consenso in parte gli deriva dalla condivisione della sua prospettiva individualista (e maschilista) e dall'ammirazione di cui gode presso l'opinione pubblica:non tenere questo in considerazione come mi pare faccia la c.d. opposizione è miopia sociale e dunque politica…p.s. ti ho già scritto proprio all'indirizzo che specifichi..riproverò…Torna a lavorare…:)) A presto…Gabriella

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Anonymous 3:29pm on ottobre 12, 2009

..ehm…volevo dire:Torno (io) a lavorare….:)))

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colas 3:52pm on ottobre 12, 2009

cara Gabriella, l'opposizione manca di coesione, manca di una volontà condivisa e condivisibile, manca di una leadership vera (purtroppo in quest'epoca senza leader non si va da nessuna parte, ma forse è stato così anche in altre epoche…).
La prospettiva individualista è – come tu scrivi – il male più profondo dell'Occidente. Conseguenza ultima del disfacimento dell'epoca delle ideologie. La crisi economica è strutturale… su questo ormai sembrano non esserci più dubbi. Ma la crisi più drammatica che sta sprofondando l'Occidente nell'abisso è proprio l'incapacità di sentirsi parte di un progetto comune, di sentirsi – per quello che riguarda l'Italia – un popolo ed una nazione. Comunque grazie, i tuoi interventi soino sempre lucidissimi!

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