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maggio 17, 2009

Italiani, brava gente

italiani
fotogramma de La dolce vita
Italiani? No. Io vorrei scrivere qualcosa degli italieni.

Ma come italieni? – sta già insorgendo qualche purista della lingua – Si scrive italiani! Non sai come si chiama questo nostro popolo di santi, di navigatori, di eroi e pretendi pure di occupartene!

No, mio caro purista, proprio agli italieni mi riferivo. Forse non lo sai, ma italieni è il suffisso tedesco che ci definisce, nonché un vocabolo rumeno che ci indica, nonché un gioco di parole tra it ed alieni utilizzato dalla redazione di Internazionale per raccogliere gli articoli della stampa estera che parlano di noi. Forse italieni non sarà un termine contenuto nel celeberrimo Devoto Oli, ma a me va di usarlo lo stesso. Tra l’altro ho la presunzione di ritenere che sarebbe piaciuto moltissimo a Pasolini.

Pasolini? Ma Pasolini – grida una voce dal fondo – era un pervertito e anche un comunista. Lo so io cosa gli piaceva a Pasolini!

Pasolini era un poeta – gli rispondo senza guardarlo – e sul fatto che fosse comunista ci sarebbe molto da dire, visto che proprio la grande madre comunista, nonché moralista, italiana prese frettolosamente le distanze da lui e lo lasciò solo con i suoi dubbi, le sue paure, i suoi fantasmi (forse con i suoi assassini).

pasolini
il corpo di pasolini all’idroscalo di ostia

Meglio lasciar perdere questo discorso e continuare invece il nostro.

Gli italieni, così chiamerò dunque il nostro popolo – o meglio una preponderante parte di esso – per poterne parlare con il necessario distacco, non sono più identificabili con quello stereotipo tanto caro all’estero che li vorrebbe sempre intenti a suonare il mandolino, a sgranocchiare ottima pizza napoletana, ad ingozzarsi di spaghetti, a canticchiare arie d’opera, oppure l’intramontabile O sole mio! Fondamentalmente abili nell’arte di “arrangiarsi”, furbi quanto basta, ma anche un tantino cialtroni e pronti a darsela a gambe quando incombe la mala parata. No, gli italieni non sono più così. Anzi, ammesso che quello stereotipo contenesse qualche verità, dobbiamo registrare un cambiamento sostanziale.

Gli italieni di oggi hanno sviluppato una grande passione per le fiction (termine barbaro che identifica riduzioni televisive di vicende umane più o meno esemplari, avventure di immaginari commissari partorite dal genio letterario di qualche scrittore, ma anche vere e proprie saghe famigliari zeppe di imprevedibili, per quanto incredibili, colpi di scena), tanto che la televisione di Stato ne produce ogni anno in gran quantità, badando bene a differenziare tra quelle che dovrebbero solo intrattenere e quelle che sono costruite ad arte per far scendere lacrimoni sulle gote di intere famiglie riunite per l’occasione di fronte al bagliore televisivo.

Gli italieni amano poi il gossip (altro termine barbaro d’uso comune tra le casalinghe infelici, le signore perennemente sull’orlo di una crisi di nervi, ma anche insospettabili rappresentanti del genere maschile), e con questa passione alimentano la stampa e la diffusione di decine di riviste patinate che pubblicano foto in topless di veline e letterine (termini nuovi entrati nel gergo comune della lingua, ma almeno non barbari), svelamenti più o meno concordati di personaggi più o meno famosi, meroloni (termine improprio, ma usato dopo il primo scandalo vallettopoli per indicare un organo maschile di notevoli dimensioni) al vento. Storie di corna per lo più, presunte o reali, ma sempre e comunque corna. Insomma sbirciare nelle alcove dei potenti e dei famosi sembra essere diventata la nuova frontiera della morbosità nostrana!

Gli italieni desiderano possedere un suv (acronimo barbaro di Sport Utility Vehicle) di marca americana, giapponese o tedesca, ma alla fine saprebbero accontentarsi anche di un surrogato nostrano. Temo che debbano esserci rimasti proprio male quando hanno visto i depositi della GM e della Toyota pieni di suv invenduti e forse ancora peggio quando Obama ha fatto capire chiaramente che l’epoca dei suv è finita. Chissà cosa avranno pensato loro che su quell’assetto rialzato tanto avevano sognato di sedersi, loro che sulle qualità della trazione integrale tanto avevano fantasticato? Certo è che qualche collegamento che va oltre gli indubbi vantaggi alla guida tra il sentirsi sicuri e il sentirsi rialzati da terra più degli altri deve esserci.

Gli italieni vagano sempre più frequentemente su Facebook (ormai siamo alle invasioni barbariche anche dentro il social network più abusato del momento), ma soprattutto nelle community nostrane dove possono sfoggiare i loro nickname originalissimi (maschio latino, ticerco42, generoso, oppure depilami tutta, lovoglio65, assatanata73, ecc. ecc.) non già alla ricerca di conoscenza, di amicizia, o di impegno sociale, ma a caccia di un’avventuretta da albergo ad ore, da consumare preferibilmente di nascosto da fidanzate, fidanzati, mogli, mariti e figli. Non metto in dubbio che sia un atteggiamento piuttosto diffuso nella rete quello del cuccaggio, ma gli italieni hanno uno stile tutto loro di praticarlo. Si muovono caoticamente verso gli stessi obiettivi, quasi fossero in branco, mugugnano fraseggi senza senso solo in italiano, pretendono risposte immediate e glissano qualsiasi domanda vada oltre la descrizione di certe caratteristiche fisiche.

Insomma, davvero un cambiamento sostanziale!

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8 commenti - View all

colas 2:37pm on maggio 20, 2009

@didi, più che controllato da terzi è controllato da un software, ovvero da macchine che hanno raggiunto la consapevolezza e, quindi, come prima cosa hanno pensato bene di liberarsi dell'umanità, prima che l'umanità finisse per distruggere se stessa ed il mondo. Ma come ti ho scritto è una prospettiva che non mi affascina molto, anzi per niente...

8 commentiX
didi 6:42pm on maggio 19, 2009

dovremmo annoverare, tra i cambiamenti sostanziali, la cronica mancanza di tempo: quella che ci fa mettere una televisione nel SUV, per poterci vedere le fiction, mentre intratteniamo delle meravigliose conversazioni su chi ha fatto cosa…e magari pianifichiamo il prossimo rimorchio in rete. Così si fa tutto subito e presto. Mentre siamo così indaffarati, cerchiamo di non perdere tempo con il lavavetri che si avvicina al SUV…abbiamo fretta, noi.

p.s. bellissima la foto! 🙂

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colas 9:02pm on maggio 19, 2009

Hai proprio ragione didi… andiamo di fretta! Ma non solo! Andiamo di fretta senza gustarci nulla, appena abbiamo afferrato una cosa torniamo nell’infelicità perché sentiamo di desiderarne un’altra… Effetti del consumismo esasperato nel quale siamo precipitati da oltre un ventennio…
Andiamo di fretta soprattutto negli affetti! Altro che conoscere… amare (ma non se ne parla proprio!), ci interessa solo arraffare un po’ di sesso, senza troppe complicazioni accessorie. Non che io disprezzi il sesso… ma qui si tratta di atteggiamenti malati, di coazioni che accrescono il livello di infelicità, di disprezzo dell’altro… insomma si tratta di morire senza nemmeno rendersene conto, o se vuoi di incapacità di viversi pienamente l’esistenza!

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didi 9:34pm on maggio 19, 2009

vero:-) andiamo di fretta come criceti sulla ruota. delle volte penso, davvero…”rimettemi in Matrix”. E tu?

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colas 9:51pm on maggio 19, 2009

francamente l’idea di stare con il corpo attaccato ad una macchina mi terrorizza alquanto… e poi pensa se dovesse capitarti anche un software difettoso, e sul più bello si bloccasse tutto, oppure sfigato, e ti ritrovi a fare la parte del barbone della metropolitana… non, no, per me non se ne parla proprio 😉

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Anonymous 10:24pm on maggio 19, 2009

Salute a Voi Signori miei! Sono contenta di trovare Nuove tracce di Persone Stimate… Per ora vi mando un abbraccio e scappo a letto che stò morendo di sonno, ma ripasserò a breve con calma! A presto!

Zealoth
http://reameboscoso.spaces.live.com/

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didi 10:28am on maggio 20, 2009

in effetti letto così il “rimettetemi in matrix” non è una valida alternativa!!! L’ho sempre interpretata più come il lasciarsi cullare dall’inconsapevolezza, ma temo che d’ora in poi l’idea del sondino avrà il sopravvento…il sondino controllato da terzi, poi!!! orripilante.

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colas 2:32pm on maggio 20, 2009

@Zealoth, che piacere leggerti! Ma sapevo che vagando da un reame all’altro avresti trovato la strada… e poi colas ti ha anche lasciato qualche indicazione 😉

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colas 2:37pm on maggio 20, 2009

@didi, più che controllato da terzi è controllato da un software, ovvero da macchine che hanno raggiunto la consapevolezza e, quindi, come prima cosa hanno pensato bene di liberarsi dell’umanità, prima che l’umanità finisse per distruggere se stessa ed il mondo. Ma come ti ho scritto è una prospettiva che non mi affascina molto, anzi per niente…

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